Valutazione Rischio amianto nello stabilimento ex ENI di Pisticci Scalo.
(estratto da aiea vba doc. 2 2009)
Premessa
Con la presente nota tecnica si intende dare un contributo per la soluzione della vertenza amianto in atto tra i lavoratori che hanno prestato servizio nello stabilimento di Pisticci Scalo e, la parte resistente INAIL e CON.T.A.R.P. (organo tecnico INAIL).
- Documentazione in atti consultata
- Verbale degli accertamenti predisposti dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Matera , prot. n° 9199 del 11 Ottobre 2007 .
- Relazione del C.T.U. Dr BIFULCO Santino, emessa il 16.12.2005 su mandato del Tribunale di Matera, che evoco per evidenziare l’ambiente di lavoro dell’impianto Poliestere di Pisticci Scalo.
- Relazione del C.T.U. Ing. Maurizio FRANCO, incaricato dal Giudice dott.ssa DI TODARO Rossella della Sezione Lavoro Tribunale di Matera, in data 29 Giugno 2007;
- Relazione Tecnica Peritale emessa il 22 Settembre 2003 dal Dr. Rossetti Fabio, su mandato della Magistratura del lavoro del Tribunale di Terni;
- AmbienteDiritto.it, Legislazione e Giurisprudenza. “I benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto e loro normativa”.
- Circolare INPDAP , n° 11, Roma 07.04.2005, emessa dal Direttore Generale Dr. Luigi Marchione ed avente come oggetto “Benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto – Decreto Interministeriale 27 ottobre 2004.
- Sentenza n° 221/10 del 18.12.2000, emessa dal Tribunale di Terni.
- Cassazione civile, sez. lav., 03 aprile 2001, n° 4913.
- Cassazione civile, sez. lav., 01 agosto 2005, n° 16119.
- Informazioni generali sullo Stabilimento
Alla fine degli anni “50 l’ENI affidò alla controllata ANIC , azienda di stato
operante nel settore petrolchimico, la realizzazione dell’insediamento
industriale di Pisticci.
L’insediamento dello Stabilimento ANIC S.p.A. di Pisticci Scalo inizia nel
1961, su un’area di circa 123 Ha.
In seguito furono gradualmente installati ed avviati i seguenti impianti:
anno 1963 Impianto Metanolo
“ 1964 “ Fibra Acrilica
“ 1965 “ Fibra Poliammidica
“ 1970 “ Fibra Poliestere
“ 1971 “ Metilacrilato
“ 1972 Centrale Termoelettrica
“ 1975 Centro Ricerche Fibre
“ 1980 Impianto Trattamento Acque Scarico
“ 1983 “ Spun Bonded
– Negli anni 1976 – 77 sono stati raggiunti i massimi livelli occupazionali, circa 3.000 dipendenti.
– Nel 1981 vengono fermati gli impianti del Metanolo, del Filo Poliestere e la Trasformazione della Fibra Acrilica della Fibra acrilica.
– Con l’Accordo Quadro del 4.4.1981 tra ENI e Regione Basilicata inizia il processo di riconversione industriale.
– Nel 1985 viene fermato l’impianto di produzione Fibra Acrilica, di conseguenza nel 1987 anche l’impianto di Metilacrilato.
– Sulla base della Legge 64/1986, che prevedeva finanziamenti straordinari per il Mezzogiorno, il 30.12.1987 fu stipulato l’Accordo di Programma tra ENI – Ministero del Mezzogiorno – Ministero dell’Industria – Regione Basilicata e Consorzio ASI per rilanciare il processo di riconversione industriale e per la realizzazione di un Parco Tecnologico per i futuri insediamenti produttivi.
– Nel 1988 viene fermato l’impianto di produzione Fiocco poliestere.
– Nel 1990 l’ Enichem Fibre cessa l’attività produttiva di fibre nello stabilimento di Pisticci, cedendo alla Società SNIA S.p.A. l’impianto di Fibra Poliammidica, e alla neo costituita Società Tecnoparco, società di fornitura servizi, la Centrale Termoelettrica, gli impianti di Trattamento acque e scarichi industriali, strade, officine, laboratori, uffici, infermeria, magazzini, mensa. Nello stabilimento di Pisticci resta come unica attività del gruppo E.N.I. la società INCA INT’L per la produzione del polimero poliestere, la Rigradazione Poliestere ed il reparto Manifatturiero per la produzione di contenitori in PET.
– Il 01.01.1996 l’INCA INT’L viene rilevata dalla DOW Chemical Company e l’ENI cessa, anche, l’attività produttiva dei tecnopolimeri nello stabilimento di Pisticci.
Nello stabilimento vi erano, ovviamente, anche una serie di infrastrutture per permettere l’esercizio degli impianti principali.
Si trattava di installazioni dedicate a :
– produzione di energia elettrica;
– produzione di vapore a bassa (6,0 bar), media (21,0 bar) ed alta pressione (65 bar);
– trattamento acque in ingresso;
– trattamento di depurazione delle acque in uscita;
– produzione di aria compressa (aria servizi ed aria strumenti);
– distribuzione utilities (vapore, condensa, aria servizi ed aria strumenti, azoto, acqua demineralizzata,
acqua soft e grezza, materie prime liquide, etc.) alle unità operative;
– laboratorio chimico;
– laboratorio tessile.
Vi era, inoltre, una organizzazione centralizzata per la manutenzione e divisa in :
– servizi centralizzati di manutenzione meccanica;
– servizi centralizzati di manutenzione elettrica;
– servizi centralizzati di manutenzione strumenti;
– servizi centralizzati di manutenzione edile;
anche se ogni impianto era pure dotato di piccole unità specifiche per la manutenzione ordinaria.
Vi erano, poi, altri presidi funzionali all’attività complessa dell’intero insediamento industriale, quali:
– l’ufficio tecnico per la progettazione e realizzazione di migliorie e modifiche e per la costruzione dei nuovi impianti;
– magazzini materie prime e prodotti finiti;
– parco serbatoi per materie prime liquide;
– magazzino ricambi;
– uffici amministrativi;
– servizi centralizzati dei vigili del fuoco;
– infermeria;
– mensa;
oltre ad altre unità minori.
3. Accenni alle operazioni di bonifica
(da relazione C.T.U. Ing. Maurizio FRANCO, incaricato dal Giudice dott.ssa DI TODARO Rossella della Sezione Lavoro Tribunale di Matera, in data 29 Giugno 2007).
Su ordine di codesto spettabile Tribunale la ASL N.5 della Regione Basilicata ha fornito i dati in proprio possesso relativi ad operazioni di bonifica e smaltimento di manufatti in amianto eseguite nel corso degli anni passati alla ex Enichem di Pisticci.
Dalla documentazione ufficiale si evince come non siano stati effettuati smaltimenti negli anni 1992÷1994.
Le testimonianze raccolte hanno confermato che fino al 1992, data di entrata in vigore della legge 257, nessuna rilevanza veniva data alla pericolosità dell’amianto che veniva smaltito come qualsiasi altro rifiuto e, spesso, già compromesso ed usurato, veniva lasciato accatastato un po’ dove capitava in attesa di essere buttato via. Non vi sono riferimenti rispetto all’anno 1995.
Completamente differente è la situazione a partire dal 1996. Da quell’anno, infatti, si sono succeduti massicci interventi di bonifica da amianto, come di seguito descritto :
per l’anno 1996 :
- rimozione di coperture in cemento amianto in area INCA;
(nota : circa 4.600 metri quadrati);
- rimozione di coperture e pareti verticali in eternit presso la LAMITEL;
- rimozione di coperture in lastre di eternit (box antincendio e pensiline zona scarico merci NYLSTAR;
per l’anno 1997 :
- rimozione di materiali contenenti amianto dell’impianto metanolo;
per l’anno 1998 :
- rimozione di materiali contenenti amianto stabilimento CAFFARO;
- rimozione di materiali contenenti amianto stabilimento NYLSTAR;
per l’anno 2000 :
- rimozione lastre di cemento amianto presso TECNOPARCO;
per l’anno 2001 :
- rimozione di materiali contenenti amianto relativi a n°2 fabbricati adibiti a deposito materiali edili e n°3 fabbricati adibiti a depositi armadi e materiale elettrico stabilimento TECNOPARCO;
per l’anno 2003 :
- rimozione di amianto a matrice friabile di tubazioni di proprietà del Consorzio A.S.I. presso TECNOPARCO;
- rimozione di amianto a matrice friabile presso lo stabilimento I.N.C.A. di Pisticci Scalo, travi perimetrali che circondano il reattore 590 V33, serbatoio in disuso (presenza di coibentazione in amianto floccato);
per l’anno 2004;
- rimozione delle coperture in amianto, eternit, dei locali di manutenzione (tettoia Fabbri), ubicate nell’area industriale di Pisticci Scalo;
(nota : ca 1.200 metri quadrati);
per l’anno 2005 :
- rimozione di amianto friabile posto come coibente del serbatoio di olio combustibile S1 sito nella zona industriale di Pisticci Scalo;
(nota : dimensioni del serbatoio : diametro 12,70 mt, altezza 12,80 mt, sviluppo volumetrico mc. 1620).
Tra i vari documenti vanno citati alcuni lavori del consulente della parte ricorrente che ha prodotto documentazione riportante riferimenti puntuali circa la presenza di amianto nell’impianto di polimerizzazione poliammidica. L’importanza dei ridetti documenti sta nel fatto che, a campione, il sottoscritto ha potuto constatare le veridicità di quanto riportato durante la visita al plesso industriale. Infatti l’impianto poliammidico è, in pratica, l’unico ancora esistente perché attualmente in attesa di essere smantellato così come già avvenuto per gli altri.
(Era presente ai sopralluoghi, anche l’ing. Michele Porcelli nella qualità di C.T.P. dell’INPS), vedi verbale di operazioni peritali allegato.
L’ing. Franco , continuando nella relazione descrive la situazione riscontrata nell’impianto poliammidico, come segue :
Si riportano quindi i riferimenti principali, necessari, anch’essi, a comprendere la reale entità della situazione.
Nell’impianto suddetto si è potuta constatare la presenza massiva di manufatti in amianto distribuiti più o meno ovunque ed in forme diverse. Tanto è documentato anche da rappresentazione fotografica allegata (sub.3) ed in coda alla perizia.
Non è possibile negare che, anche ad un tecnico che, come il sottoscritto, ha potuto visitare numerosissime aziende in cui è stato utilizzato amianto, la visita all’impianto poliammidico di Pisticci ha destato una certa sorpresa nel rilevare il numero impressionante di giunzioni di tipo diverso che, ancora oggi, presentano manufatti in amianto.
Già nell’area dei servizi esterna all’impianto, la prima ad essere visitata, è stato possibile individuare trecce di amianto (per esperienza dello scrivente molto spesso composte anche fino al 95% del pericoloso minerale) un po’ dovunque, unitamente a guarnizioni della stessa natura. In particolare, per i serbatoi di caprolattame, esse erano presenti nella coibentazione di spurghi, manometri, sfiati, pressostati, strumentazione varia e nella tenuta delle pompe, nelle linee di piccolo diametro della zona fusione, filtri, pompe dei serbatoi intermedi; negli apparecchi e strumentazione dell’impianto di recupero monomero; nelle caldaie di riscaldamento dell’olio diatermico primario.
La maggior parte delle trecce risultava priva di qualsiasi strato di protezione. Nella zona caldaie va aggiunta la presenza di guarnizioni ai portelli ed ai bruciatori e, con ogni probabilità, anche negli strati coibenti della struttura stessa.
Accedendo all’interno dell’impianto risulta evidente la ignifugazione eseguita al fine di proteggere le strutture portanti in acciaio al piano terra dal calore eccessivo. La protezione è avvenuta con amianto spruzzato che, a quanto riferito dai presenti, è stato soltanto di recente ricoperto con vernici specifiche. I segni, sia di urti vari causati dalla movimentazione di mezzi, sia dal deterioramento, sono ancora visibili.
Proseguendo nella visita dell’impianto si è rilevata la presenza di guarnizioni, trecce e cuscini in amianto presso contatori, pompe e teste di estrusione, linee di piccolo diametro, valvole, strumentazione varie, nelle linee di polimerizzazione continua e discontinua e nell’essiccamento polimero.
Analoga situazione presso le linee di filatura.
E’ stata rilevata la presenza di guanti e coperte presumibilmente contenenti amianto.
Insomma una vera e propria giungla di raccordi di vari tipo ognuno dei quali contenenti il pericoloso minerale. …
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