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Amianto killer indisturbato ( inc.ferrandina)

AMIANTO KILLER INDISTURBATO

amianto.jpgFERRANDINA – Si è svolto ieri mattina a Palazzo Caputi, un incontro-dibattito su diritto alla tutela della salute dei lavoratori esposti all’amianto. Relatori, Mario Murgia (Presidente Aiea Vba, Associazione italiana esposti Amianto – Sez.Valbasento, ndr), e Rosa Rivelli (Coordinamento Provinciale Sinistra Ecologia e Libertà, ndr). Obiettivo dell’Aiea Vba è favorire azioni capaci di far sì che “la salute” non sia solo una serie di parole vuote nella Costituzione, ma un diritto uguale per tutti i cittadini, «come del resto prevede -sottolinea Murgia- l’articolo 3». La questione è delicata, e soprattutto, va avanti da decenni senza risultati concreti per i lavoratori esposti, per le famiglie coinvolte, e per coloro che indirettamente ne sono diventati parte, in termini di malattia e sofferenza. Per Aiea Vba non si può più permettere che la salute rappresenti un “diritto mutevole”a seconda della località geografica, del colore politico o sindacale e auspica che le organizzazioni sindacali e i politici regionali intervengano per aiutare i lavoratori e le loro famiglie per il riconoscimento dei loro diritti. Murgia sottolinea le problematiche più urgenti.

Come la negligenza dei medici di famiglia. Cita la storia di Giovanni, ex lavoratore ammalato e sotto chemioterapia, a cui il medico di famiglia non ha inoltrato la domanda di malattia professionale. Anni di lavoro e, in più, l’aggravio delle spese per una somma assurda (30mila euro). Sul nostro territorio andrebbe fatto subito, secondo Murgia, un protocollo d’intesa sull’esempio di quello stipulato tra l’Azienda sanitaria veneta e la Procura di Venezia. Finalizzato, oltre che all’emersione del fenomeno delle malattie professionali, anche alla sensibilizzazione dei medici di famiglia relativamente agli obblighi che hanno nel segnalarle. O quello d’un altro lavoratore a cui è stata la moglie ad avere problemi. Gli hanno diagnosticato un carcinoma polmonare dovuto a presenza di fibre di amianto. Si tratta, dunque, di casi di esposizione indiretta alla fibra killer. Ricorda come il progetto di legge, fatto da Felice Casson (senatore del Pd, ndr) per le vittime dell’amianto, le bonifiche dei siti contaminati, la ricerca epidemiologica, la sorveglianza sanitaria e i benefici previdenziali per gli ex esposti, sia stato praticamente bloccato dall’attuale politica nazionale. «Il governo non è intenzionato a portare avanti la questione amianto – afferma Murgia- per uscirne, e visto quello che sta emergendo in Valbasento, la proposta che viene dall’Aiea Vba è quella di costituire un Fondo regionale per le vittime amianto». Gli Enti, in questo senso, dovrebbero costituirsi parte civile sulle società che hanno prodotto questi disastri sulla salute pubblica e sull’ambiente. Ricorda una delibera regionale che chiede all’Eni, rispetto allo stabilimento di Pisicci scalo (con 120 casi di premorienza accertati, 180 se si aggiungono le invalidanze), l’elenco dei lavoratori impegnati nello stabilimento (intorno alle 3.000 unità). «L’Eni -dice- ha determinato questo inquinamento, l’Eni sta ancora in regione, gli si potrà chiedere qualcosa o no, rispetto allo stabilimento Enichem?. «In Basilicata -continua- c’era un coordinamento politico e sindacale che stava lavorando su questo tema, ma è stato distrutto». Forse conclude, «una volta per tutte è ora di far emergere le reali problematiche della Valbasento ».

Andrea Spartaco

Fonte: “Il Quotidiano della Basilicata”

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