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INAIL – CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA nella seduta del 24 marzo 2010

 

Esposizione dei lavoratori all’amianto.
IL CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA nella seduta del 24 marzo 2010

  • vista la L. 257 del 27 marzo 1992 sulla cessazione definitiva delJ’impiego dell’amianto e sui riconoscimento di un trattamento previdenziale straordinario per un delimitato numero di lavoratori esposti alJ’amianto stesso;
  • vista la L.271 /1993 che estendeva i benefici previdenziali a tutti i lavoratori esposti alJ’amianto per un periodo superiore a dieci anni, con I’unica condizione che fossero assicurati INAIL;
  • visto il Decreto interministeriale del 27 ottobre 2004 di attuazione dell’art. 47 del decreto legge 30 settembre 2003 n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge n. 326/2003, che ha esteso ai lavoratori non coperti dal/’assicurazione INAIL i benefici previsti con la I. 271/ 1993;
  • viste Ie modifiche introdotte dalla Legge n. 247 del 24 dicembre 2007, commi 20, 21 e 22, dell’articolo 1;
  • visto iI Decreto ministeriale 12 marzo 2008 che ha dettato Ie modallta attuative per individuare i destinatari delle certificazioni dell’INAIL;
  • visto la sentenza n. 5750/2009 con la quale il TAR del Lazio ha sanclto I’annullamento del predetto D.M. 12 marzo 2008;
  • vista l’art.8, comma 9-bis, della L. 25 del 26 febbraio 2010;

TENUTO CONTO
che il CIV con delibera n. 16 del 21 ottobre 2009 “Linee di mandato strategico 2009-2012” ha interessato l’Istituto sulle probfematiche relative all’esposizione all’amianto.
CONSIDERATO
che tutti gli studi scientifici confermano che il picco delle patologie da amianto e destinato a manifestarsi nei prossimi 15-20 anni. Per questa e necessario affrontarlo con una strumentazione normativa che finalmente superi i limiti presenti.
PRESO ATTO
che a partire dalla L. 257 del 1992 e andato stratificandosi un impianto normativo che allo
stato delle cose -appare prolisso, lacunoso e per molti aspetti determinato da spinte di carattere emergenziale e su esigenze locali e che, come tale, la normativa non e stata in grade di fornire una risposta efficace;

che Ie normative in materia assegnano all’INAIL competenze di supporto tecnico-scientifico, di certificazione e monitoraggio, compito che l’Istituto ha sempre svolto e continua ad assolvere con rigore, sforzandosi sempre di contemperare il rispetto delle leggi con I’aspettativa dei lavoratori che nel corso degli anni hanno chiesto il riconoscimento della loro condizione.
ESPRIME
una forte preoccupazione per Ie crescenti tensioni sociali che si manifestano sui territorio tra i lavoratori esposti e colpiti, tensioni che in alcune circostanze hanno investito anche Ie strutture dell’Istituto.
RITIENE INDISPENSABILE
che i diritti dei lavoratori esposti all’amianto e colpiti dalle patologie che questa produce vadano riconosciuti e tutelati.
DA’MANDATO
al proprio Presidente di interessare il Ministro del Lavoro perche costituisca un tavolo nazionale che coinvolga Ie parti sociali, I’INAIL, I’INPS, l’II\1PDAP, I’IPSEMA e Ie Regioni con I’obiettivo di:

  • superare “la frammentazione ” e le lacune dell’attuale impianto normativo;
  • precisare Ie competenze e Ie responsabtllta che si esprimono sia nel processo lavorativo, sia come dimensione sociale di tutti i soggetti interessati, dotandoli di strumenti efficaci per una valutazione di merito;
  • valutare la realizzazione di un Testo Unico.

ESPRIME LA NECESSITA’
che I’INAIL provveda a definire strumenti di monitoraggio e di registrazione degli ex esposti venuti a contatto con I’amianto per motivi di lavoro;
che venga promosso in raccordo con gli altri soggetti interessati un progetto teso a tracciare una mappa dell’uso dell’amianto nei siti produttivi e sui territorio, con la ftnallta di contribuire ad un programma di sorveglianza sanitaria degli ex esposti all’amianto ed alia ricerca finalizzata alia diagnosi precoce dei tumori polmonari asbesto-correlati.

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