Amianto, killer da sconfiggere |
“L’uomo dev’essere posto al centro, nell’essere vivente va visto prima di tutto un fratello, che per ciò stesso non può essere sacrificato per il profitto: solo con la riappropriazione dei valori cristiani, in grado di permeare anche la legislazione e l’interpretazione delle norme, è possibile sconfiggere l’idea del profitto che nega l’uomo e l’ingiustizia di cui sono doppiamente colpiti i familiari e le vittime dell’amianto, che ancora attendono giustizia, su questa terra“, come ribadito dai vari relatori intervenuti, dopo il Monsignor Francesco De Santis, il quale ha concordato con i lavoratori e cittadini sulla necessità di rimuovere i cancerogeni e i tossici dall’ambiente di vita e lavorativo, e sulla necessità di rimuovere ogni forma di rischio per l’essere umano. I lavoratori hanno dunque deciso di accogliere l’idea espressa nell’introduzione dall’Avv. Ezio Bonanni di costituire, anche attraverso l’Osservatorio Nazionale amianto, un gruppo di lavoro per affermare una rete di solidarietà in tutta Italia, e di strutture di preghiera, sostegno, ricerca, diagnosi e cura, esclusivamente con offerte di privati, e senza gravare sul bilancio pubblico, proprio per rimuovere il contrasto con gli Enti Pubblici previdenziali, che il più delle volte negano i diritti a questi lavoratori, costringendoli a lunghe cause, e con risarcimenti spesso erogati solo dopo la morte dell’avente diritto (le patologie asbesto correlate danno di solito solo pochi mesi di vita), è stata accolta con favore dai numerosi sindaci intervenuti, e dal Vicepresidente della Provincia di Terni e dal delegato della Giunta Regionale della Regione Umbria, che hanno deciso di designare dei propri rappresentanti a far parte del gruppo di lavoro. I partecipanti, e tutti gli altri lavoratori e cittadini, delle varie associazioni sindacali presenti hanno concluso decidendo di rivolgere l’appello al Vescovo di Terni, Monsignor Vincenzo Paglia, affinché voglia coordinare e comunque partecipare al gruppo di lavoro, per realizzare questo ambizioso progetto, e di esserne la guida morale e spirituale, unendosi all’impegno del Monsignor Francesco De Santis e di tutti i lavoratori e cittadini, per rendere una missione al servizio dell’intera collettività. fonte avv.Ezio Bonanni |
Il 22 maggio 2010, nella città di San Gemini si è tenuta la prima Conferenza Regionale Amianto non governativa della Regione Umbria, che ha visto la partecipazione numerosa di molti lavoratori e cittadini, esposti e vittime dell’amianto, e di loro familiari, unitamente ad Autorità del mondo scientifico ed istituzionale e politico sindacale La Conferenza, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto, Regione Umbria, e dai lavoratori dei vari stabilimenti nei quali si è fatto uso massicciamente del pericoloso minerale, è stata introdotta e moderata dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha introdotto e moderato i lavori, illustrando “come il rischio morbigeno legato all’esposizione all’amianto fosse già noto al mondo scientifico dal 1906, ed al mondo giudiziario dal 1908, anno della Sentenza del Tribunale di Torino, che assolveva un giornalista dal reato di diffamazione in seguito alla querela proposta dai proprietari della cava di amianto di Balangero e perché è del 12.04.1943 la legge 455 che tabella l’asbestosi come malattia professionale, e soprattutto è conclamato nella Carta Costituzionale il diritto alla salute – art. 32 – anche come interesse della collettività, e la sottoposizione dell’iniziativa economica, pubblica e privata, al fine sociale, ed alla libertà, alla sicurezza ed alla dignità della persona umana, secondo il paradigma tracciato dal II° comma dell’art. 41 e come nel corso dei decenni queste norme siano rimaste inattuate, con conseguenze nefaste sulla salute dei cittadini e sulla integrità dell’ambiente. Migliaia di cittadini e lavoratori, uomini e donne, si sono ammalati o sono morti, a causa del pericoloso cancerogeno, sacrificati sull’altare del profitto, perché il profitto costituisce una nuova religione, un dio pagano, al quale rendere sacrifici umani. Bisogna riappropriarsi del senso etico-giuridico del diritto, che non può prescindere dai fondamentali presupposti della tradizione giudaico-cristiana, che costruiscono le palafitte della nostra civiltà.Al dio pagano del profitto dobbiamo contrapporre il Dio cristiano, ed unirci tutti prima di tutto nella preghiera, anche per ricordare i defunti e chiedere per loro pace e giustizia, per ricordare e per non dimenticare e per sostenere i parenti ed i familiari, gli amici, e gli stessi lavoratori e cittadini esposti al rischio di gravi patologie, la cui latenza può essere anche di decenni. L’attività legale non è sufficiente …, l’avvocato è inerme, di fronte a queste tragedie, perché se la persona muore, non c’è difesa che tenga, ed in questo caso rischia di morire prima l’essere umano, che il corpo: i lavoratori malati sono soli, e per i loro diritti devono combattere anche contro le istituzioni pubbliche, gli enti previdenziali, gli enti ospedalieri, asfissiati da esigenze di bilancio, perché è sempre il bilancio che rischia di contare, perché anche il diritto è soltanto stele normativa, priva di senso etico e morale, slegato dai fondamentali principi della tutela dell’essere umano e della sua dignità. L’idea è quella di creare una rete di solidarietà, ed una struttura, anche sanitaria, dove ci sia il volto umano e cristiano della medicina, perché spesso la buona parola ed un sostegno psicologico è migliore di ogni medicina, e perché qualsiasi lutto e qualsiasi tragedia debbono essere affrontati anche con la preghiera…”. E’ così intervenuto, quale primo relatore, il Monsignor Francesco De Santis, delegato dal Vescovo Monsignor Vincenzo Paglia, il quale ha testimoniato con la sua esperienza quanto sia pericoloso e dannoso l’amianto, che è capace di determinare patologie gravissime e spesso mortali anche a distanza di decine di anni dall’esposizione. Ne è seguita la preghiera, in un momento di forte spiritualità e d’intensa partecipazione di tutti i presenti. Per la prima volta, i lavoratori dell’amianto, molti dei quali malati, alcuni con il destino che sembra già segnato, i familiari, o semplici cittadini hanno potuto pregare per le vittime dell’amianto: per la prima volta il sapere scientifico ed il normativismo giuridico hanno perso il relativismo dei valori e si sono riappropriati del senso etico e morale, e si sono innervati di nuova linfa, e del vero Sapere. Nei partecipanti dell’Assemblea c’è stata la piena consapevolezza di lottare contro l’amianto e contro le morti di amianto, e di sconfiggere, “anche con l’aiuto di Dio, il killer amianto, questo dio pagano assetato di sangue”. |
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22_05_2010_ Conferenza Regionale Amianto non governativa della Regione Umbria
